Home > i miei articoli > Famiglia baluardo anti crisi

Famiglia baluardo anti crisi

(da Il Tempo, 06-07-2010)
Delle volte le belle parole, le frasi fatte, scorrono via come nulla fosse, senza che prestiamo attenzione al loro vero significato. Per esempio: cosa vuol dire l’espressione “familismo amorale”? Cosa significa la curiosa abbinata di familismo (famiglia, insomma) ed amoralità? E’ da tempo che la propaganda protestante illuminata tenta di convincerci che i valori della famiglia siano contrapposti a quelli dell’individuo, che la difesa della famiglia sia contraria alla meritocrazia e, in definitiva, all’uguaglianza delle opportunità, eterno mantra dal mondo liberale.
Va avanti così da quasi sessanta anni, da quando, nell’immediato dopoguerra, Edward Banfield pubblicò Le basi morali di una società arretrata. Va da sé che per società arretrata bisognasse intendere quella italiana, cattolica, mentre il modello da raggiungere, moralmente eccellente, fosse quello protestante nordamericano. Da allora si è prodotto un fenomeno curiosissimo: la nostra intellighentia, la nostra élite culturale, ha sposato con entusiasmo l’analisi antitaliana ed anticattolica del sociologo americano. E dagli contro la famiglia ostacolo alla crescita e impedimento ad una sana vita morale! Il Corriere della Sera è tornato sull’argomento in un articolo a titoli cubitali pubblicato nell’edizione domenicale: “Il Bel Paese del familismo amorale”.
Sorprendenti i passaggi concettuali, dati per scontati dall’autrice del pezzo, più adatti ad un lettino psicoanalitico ed alle libere associazioni che ad un’analisi minimamente rigorosa. Si passa dalla famiglia alla decadenza italiana, alla “cultura del demerito”, all’equipollenza famiglia-cordata, alla cultura cattolica che ha “enfatizzato i valori di solidarietà a scapito dell’individualità e del merito, più vicini al mondo anglosassone”. Ma di cosa stiamo parliamo? Possibile che la nostra pigrizia mentale ci privi di qualsiasi senso critico? Dalla furfantina storiella che l’Italia avrebbe avuto bisogno della Riforma protestante al tentativo di criminalizzare la famiglia, ci viene inculcata un’immagine di noi stessi radicalmente falsa. Ma chi l’ha detto che una famiglia unita, e magari con molti figli, sia amorale? E chi l’ha detto che la vita di famiglia comporti una pratica mafiosa, al punto da poter essere paragonata alla vita delle cosche?
La società anglo-americana è tanto nostalgica della famiglia, è tanto bisognosa di affetto, di sostegno morale, finanziario, culturale e sociale, da vivere su quelle istituzioni che sono i club. Esclusivi o meno esclusivi. L’idea dell’individuo solo ed isolato che compete a parità di condizioni con gli altri è un sogno di una notte di mezza estate. Solo che nel nord-Europa ed in America al posto della famiglia ci sono i club e le logge massoniche. E perché mai dovremmo preferire queste a quella?
Se l’Italia ha retto meglio di altre nazioni alla crisi lo deve alla rete di solidarietà costruita dalla famiglia. Il dramma, purtroppo, è un altro: la famiglia sta crollando. Le sirene della libertà dell’individuo, della liceità di qualsiasi desiderio, della vita facile e spensierata senza passato e senza futuro, hanno reciso il nostro legame con la vita e con la società. E abbiamo smesso di fare figli. Il mondo protestante illuminato ha vinto: stiamo rapidamente scomparendo. Il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior, lo va ripetendo da mesi: la crisi economica è la diretta conseguenza della scomparsa della famiglia e, con la famiglia, dei figli.